IL TIGLIO

Una storia vera

.... Dietro alla casa una volta, grande e frondoso, si ergeva il tiglio. Ricordo che raccoglievo i suoi fiori per fare delle tisane profumate e spesso mi sedevo ai suoi piedi per godere dell'ombra e della frescura che offriva. Era un albero enorme, non so quanti anni avesse, ma era lì da sempre. In quell'angolo del giardino era bello passare le ore di ozio della calura estiva. Ora non c'è più. E' stato abbattuto, dopo che un fulmine l'aveva spaccato a metà. Pericolosamente inclinato da una parte, con le radici che spaccavano la terra e alzavano il terreno, mostrava ancora tutta la sua forza e la sua bellezza. Ora al suo posto è rimasta solo la base del suo grande tronco, che col tempo, è stata ricoperta dai germogli, piccoli ramicelli di tiglio tremolanti al vento e fragili, con la voglia di vivere. Non rivedrò più il mio tiglio. Non vivrò abbastanza per poter vedere la sua ricrescita, ma a me piace pensare, anche se so che non accadrà mai, che possa ancora fare ombra al figlio di mia figlia.



Dedicato a tutti coloro che leggono


L'attesa

Aspetto. E l'attesa mi stanca, mi snerva. Non posso fare altro e questo mi fa sentire impotente.

Quanto tempo della nostra vita sprechiamo aspettando? Da piccoli aspettiamo di crescere, abbiamo fretta di diventare grandi "quando sarò grande farò...adesso sono piccola, ma da grande...", quando siamo adolescenti aspettiamo di essere adulti, e beh, allora sì, allora avremo in mano il mondo, potremo fare tutto. Poi da adulta ho imparato che l'attesa ci accompagna sempre. Aspetti di cambiare vita, aspetti di cambiare casa, aspetti di studiare, aspetti per dare gli esami e daresti qualsiasi cosa perché tutto si realizzasse in fretta, invece no. Aspetti la laurea, quella che ti aprirà tutte le porte e aspetti che le porte si aprano. Aspetti un lavoro, aspetti che migliori, aspetti un bimbo che nascerà. Quanto sono lunghi nove mesi? Ti sembra che non passino mai, così aspetti, non puoi fare altro. E aspettando il tuo tempo passa, la tua vita se ne va, piano, in sordina, senza darne segno, senza che tu ne abbia cognizione. Perchè tu aspetti, ma la vita no, lei non ti aspetta. Lei corre veloce. Nel frattempo tu credi di vivere, ti illudi e cresci, fai le solite cose, il lavoro, una vacanza, un viaggio, però, l'attesa è sempre lì, in agguato. La senti, pesantemente. Aspetti che tuo figlio torni da scuola, aspetti di guarire, aspetti sia il momento giusto per parlare, aspetti sia il tuo turno, aspetti che gli altri capiscano, aspetti la sera per vedere il tramonto e la mattina per vedere l'alba, aspetti che sia l'ora giusta e il tempo giusto per vedere la grande marea, aspetti che venga il tuo momento, aspetti che venga il sonno, aspetti che passi un brutto periodo, aspetti che vengano tempi migliori. Certo, questo non impedisce di godere di apprezzare ciò che la vita comunque ti propone. Puoi sempre cogliere un'occasione o fare una cosa che non pensavi mai di fare, costruirti delle alternative, studiare o lavorare o semplicemente coltivare il tuo hobby preferito. Puoi fare tutto, insomma vivere. Ma l'attesa è lì, sempre presente. C'è, non puoi farci niente. Aspetti. Ma c'è una cosa, là in fondo, che è già segnata. E' il tuo futuro ed è là che ti aspetta. E non puoi farci nulla. Tu credi di decidere, ma non decidi, è lui che decide, sono le circostanze, sono i tempi. Basta pochissimo per cambiare la vita di una persona, basta un attimo per cambiare il futuro, ma non sei tu che decidi.

Basta fare tardi e perdere l'aereo che precipiterà, o basta essere in orario e prenderlo. Chi decide del nostro futuro? Vorrei poter dire che IO decido del mio futuro ma so che non è vero.




PASSATO REMOTO

Mettendo a posto alcune cose mi sono venute in mano delle vecchie videocassette. Passato Remoto era il titolo di una dei queste. Ho provato a guardarla e se il titolo di quando è stata fatta era quello, io dovrei ora aggiornarlo. L'età della pietra, ovvero l'età più bella, Questo dovrebbe essere il titolo attuale.In quei filmati eravamo tutti più giovani di un bel po'. Una vita intera, scivolata via. Non bisognerebbe mai fare lo sbaglio di guardare così indietro. Pensare al passato va bene perchè se uno pensa, le immagini non se le vede davanti come in un film. Il pensiero è una cosa astratta. Pensiamo al passato, ma con la testa di adesso. E' questa la differenza. Così guardando questo video mi sono rivista all'età di 30 anni, con due adorabili piccole bambine. Ora le mie figlie hanno da poco passato i 40. Non è il fatto di essere cambiata fisicamente che mi ha fatto impressione, quella è una cosa normale. Qualche chilo in più, il modo di vestire completamente diverso. Gli abiti che porto ora, al contrario di quelli del filmato, non si chiamano più abiti, sono indumenti adatti a tenere caldo d'inverno e fresco d'estate senza preoccupazioni per la moda o lo stile. Ma non è neppure questo. E' che nel volto di quella donna che ero io c'era una cosa che adesso è sparita. C'era un'aspettativa di vita, c'era la consapevolezza inconscia di avere tutta la vita davanti, c'era il fatto che tutto era diverso. Più semplice, meno soffocante, più vivo. Sicuramente se ripenso a quel periodo, so che gli alti e bassi ci sono stati, i problemi, le preoccupazioni, ma era diverso il modo di affrontarli. A 30 anni si ha ancora la forza, si ha ancora la speranza e si ha ancora la possibilità di cambiare. Ora, alla mia età, questo non c'è quasi più. La vita, tuo malgrado, ti piega, ti schiaccia, ti mette costantemente di fronte alle tue responsabilità, e se a 30 anni a queste cose puoi dare un calcio, ora il calcio lo prendi tu. Io  adesso posso fare cose che prima non facevo, ma non è la stessa cosa. Poi ci sono le incomprensioni, gli avvenimenti che non vorresti mai che accadessero ma sai che presto o tardi arrivano o sono già arrivati e tu hai sempre meno forza per combattere. E allora?Allora non lo so. So solo che qualcuno si è preso la mia vita e io non so chi è stato.